Quando una mamma italiana cucina / When an Italian mummy cooks

Lo stereotipo della casalinga non emancipata

Lo stereotipo della casalinga non emancipata

Di recente ho assistito a più di una discussione secondo cui le madri lavoratrici sarebbero emancipate, mentre quelle che lavorano in casa no.

Tanto per andare subito al sodo della questione non sono d’accordo, anzi trovo che questo argomento, ribadito sempre da donne, alla faccia della solidarietà femminile, siano superati e obsoleti come le menti che le partoriscono.

Conosco donne che dopo i figli hanno deciso di stare a casa, ma sono tutt’altro che non emancipate. Sono donne piene d’interessi, che offrono ai figli la possibilità di fare esperienze diverse insieme, che viaggiano, leggono, vivono le loro giornate in modo costruttivo. E se si possono permettere di non lavorare non è certo una loro colpa. Avranno creato le condizioni per cui ciò accadesse. Altre muoiono di noia perché intrappolate dagli eventi, non hanno saputo reinventarsi….

Conosco anche donne che lavorano, perché non hanno voluto o potuto restare a casa. Non posso dire che tutte queste donne siano emancipate. Molte sono donne che vivono nell’impossibilità di coltivare sé stesse, che vedono il loro stipendio dissipato tra rette di doposcuola e baby sitter e che spesso, sono quelle che si sentono emancipate, solo perché trascorrono la maggior parte della giornata fuori casa. Altre invece, riescono a bilanciare i diversi aspetti della vita.

La verità è che non si può generalizzare. Soprattutto, ed è quello che mi dà più fastidio, è l’attaccamento a questi vecchi stereotipi in Italia, che non rappresentano le donne di oggi, che non sono certo classificabili in questi giudizi facili e discriminatori, provenienti da altre donne, che tutt’oggi, non hanno ancora imparato a fare squadra e che non sanno leggersi nella contemporaneità.

I recently witnessed more than a debate picturing working mothers as emancipated women, whilst those who work at home not.

Just to go straight to the point of the matter I strongly disagree. Indeed I find this argument outdated and obsolete as the minds that gave it birth and reiterated by women, confirming the lack of women’s solidarity in every aspect of life.

I know women who, after the children, have decided to stay home, but are far from being not emancipated. These women are full of interests, they offer children the opportunity to do different experiences together, traveling, reading, living their days in a constructive way. And if one can afford not to work it is certainly not their fault. They will have created the conditions under which this happened. Others instead die of boredom because they are trapped by events and have not been able to reinvent themselves….

I also know women who work, because they have not wanted or been able to stay at home. I can not say that all these women are emancipated. Many are women who live in the impossibility of cultivating themselves, who see their salary dissipated between after school and babysitting expenses and who often are those who feel liberated, just because they spend most of the day outside the home. Other hand, are able to balance the different aspects of life.

The truth is that one can not generalise. Above all, and that’s what gives me the most trouble, is the attachment to these old stereotypes in Italy, which does not represent today’s women, who are hardly classifiable in these quick and discriminatory judgments, expressed by other women, who today, they have not yet learned to be a team and who can not read themselves in the contemporary world.



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