Quando una mamma italiana cucina / When an Italian mummy cooks

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Quando stai per partorire

Quando stai per partorire

Inizi a sentire quei dolori al basso ventre e senti che qualcosa di grosso sta per succedere. Non esiste sensazione simile, è un misto tra potenza e paura condito da una grande emozione. E poi capisci che un’ anguria deve passare dove passa un limone…. […]

L’abbigliamento pre-maman non è comodo – Premaman clothes are not confortable

L’abbigliamento pre-maman non è comodo – Premaman clothes are not confortable

Si! E non provate a smentirmi!!! In entrambe le mie gravidanze ho fatto veramente fatica a trovare dell’abbigliamento comodo, che non mi facesse sembrare una balena imprigionata nelle reti. Di seguito una classifica degli indumenti che ho più odiato: I jeans premaman, specialmente quelli con […]

Aprile:  i mie primi 40 anni e un secondo figlio

Aprile: i mie primi 40 anni e un secondo figlio

Se dieci anni fa mi avessero detto che avrei passato il mio quarantesimo compleanno con un pargolo in braccio e un’altra per mano, avrei riso di gusto chiedendo un aperitivo.

E invece cambi la tua vita, ti evolvi, sgomiti anche un pò…

Mancano 14 giorni al mio 4oesimo compleanno, 8 alla data prevista del mio secondo parto e non fare dei bilanci è quasi impossibile. Tutto sommato mi ritengo fortunata: non ho ottenuto tutto quello che avrei voluto, ma ci ho provato. Ho passato i miei 20 anni a sperimentare, i miei 30 a cercare di darmi un senso e i 40? Beh, l’intenzione è quella di consolidare. Perché i miei 30 mi hanno insegnato molto; le batoste sono state molte e in svariati ambiti, ma sono state molto utili. Mi hanno vista cambiare drasticamente vita, più di una volta. Mi hanno anche vista diventare madre. E questo mi ha reso molto più concreta e forse anche progettuale. Ho abbandonato le illusioni per concentrarmi su quello che posso concretizzare, a piccoli passi e con fatica, ma so di potercela fare. Arrivo quindi bendisposta al quarantesimo compleanno, con la possibilità di crescere un secondo figlio e tanti progetti in mente da mettere in cantiere.

Buon compleanno a me!!!

Ten years ago if you had told me that I would have spent my fortieth birthday with a little child in my arms and another by the hand, I would have laughed heartily asking for a drink.

Instead, life changes you, evolving and even pushing hard a little from time to time …

There are 14 days to my 40th birthday, 8 to the date of my second child birth and don’t make a life assessment is almost impossible. All in all, I consider myself lucky also if I did not get everything I wanted, but I tried. I spent my 20 years experiencing everything, my 30s trying to give me a sense and the 40s? Well, the intention is to consolidate. Because my 30s taught me a lot; the setbacks have been many and in varied fields, but have been very helpful. I have seen dramatically change my live, more than once. I have also become a mother. And this has made me much more concrete and perhaps even project oriented. I dropped the illusions, to focus on what I can develop, in small steps and with difficulty, but I know I can do it. I Check in to the fortieth birthday sympathetic, with a chance to grow a second child and so many projects in mind to give birth. Happy birth – day to me!!!

Pollo in casseruola con patate – Casserole chicken and potatoes

Pollo in casseruola con patate – Casserole chicken and potatoes

Un’altra ricetta che non tradirà le aspettative di grandi e piccini.

Ingredienti:

400 gr. di sovra cosce di pollo

150 gr. di pancetta affumicata a cubetti

1 rametto di rosmarino e 1 di salvia

3 spicchi di aglio

Sale, pepe, paprika

300 gr patate pelate e fatte a pezzi

1 bicchiere di vino bianco/birra

Iniziate col prendere una casseruola e fate soffriggere la pancetta, l’aglio  e le erbe. quando la pancetta inizia a colorarsi, aggiungete anche il pollo e fatelo per alcuni minuti da entrambi i lati. Provvedete adesso a salare e pepare, aggiungendo anche la paprika e le patate. Versate il bicchiere di vino/birra e coprite facendo cuocere per circa mezz’ora. Fatto!!!! Anche stavolta avete svoltato la cena.

Another recipe that will not betray the expectations of children and adults.

Ingredients:

400 gr. chicken over thighs.

150gr. diced bacon

1 small sprig of Rosemary and Sage

3 cloves of garlic, salt, pepper, paprika

300 g peeled potatoes

1 cup white wine/beer

Begin by taking a saucepan and sauté the pancetta, garlic and the herbs. When the bacon starts to colour up, add the chicken and let it cook for a few minutes on both sides. Make sure to salt and pepper and add the paprika and the potatoes. Pour the glass of wine/beer and cover leaving it to cook for about half an hour. Done! Once again you have served the dinner!!


My Diary

Breve storia di una ex espatriata

Breve storia di una ex espatriata

Questo post é dedicato a tutti gli italiani espatriati che vorrebbero tornare ma……

e a quelli che vorrebbero partire ma…..

Quando sono partita dall’Italia alla volta della perfida Albione ero molto stanca; di non riuscire a fare quello che volevo, di dover sempre accettare molti compromessi, di avere dei capi cafoni e incompetenti. Volevo di più dalla vita e dal lavoro, ma non sapevo da dove iniziare.

Era molto tempo fa, molte me fa. Con il senno di poi, dico che sì, l’Italia può essere molto faticosa, a volte dolorosa, ma i paesi che ci circondano non sono certo delle passeggiate di salute. Viviamo infatti in un’epoca in cui è impossibile fare progetti a lunga scadenza, specialmente quelli che riguardano la carriera professionale e la famiglia. E lo è dovunque in Europa e non solo.

La mia esperienza in UK non è stata semplice, ma ho imparato molto. Trovare casa, lavoro e un minimo di stabilità sono state mete estremamente faticose, ottenute facendo grandi rinunce e, per molti aspetti, restando anche molto delusa. Perché un expat in UK deve faticare il doppio: perché tutti i rapporti umani sono asettici a partire da quelli lavorativi, perché non esiste la mediazione quando si parla di padroni di casa aguzzini che ti fanno pagare oro colato delle stamberghe fredde e umide e poi hanno anche il coraggio di farti pagare supposti danni fatti alle loro proprietà. Perché non esiste il buon senso, ma solo la regola (che spesso di senso ne ha poco).

Però  malgrado tutto, ho imparato ad avere uno standing professionale (non perché me lo hanno insegnato, ma perché ho saputo rubare con gli occhi); ho capito che la maggior parte dei luoghi di lavoro sono complessi e difficili ovunque; ho imparato a stare bene sola, ad organizzarmi la vita in modo indipendente. Soprattutto, ho capito che l’Inghilterra non poteva essere una meta definitiva per me. Perché l’Inghilterra é un paese in cui lo standard e la qualità della vita é più bassa se pensiamo al cibo, ma anche alle occasioni di svago. Perché tutto è più piatto, monotono e anche le sfavillanti luci di Piccadilly ad un certo punto non illuminano più la tua voglia di reinventarti.

Questi sono i motivi che mi hanno riportata in Italia. E qui ho avuto una sorta di shock da ritorno e mi ci è voluto molto tempo per metabolizzare il mio cambiamento personale ma anche la mia visione del mondo, da italiana che ha vissuto con altre regole per anni. Ho infatti acquisito nuove abitudini e ne ho accantonate altre. Mixato e sintetizzato i due stili vita in una forma che si adattasse a me come persona e come genitore. Questo senso di dislocazione non passa, ve lo dico, ma può essere capitalizzato e trasmesso ai figli che nel frattempo sono nati e che forse ora pensano che mamma a volte fa dei discorsi proprio strani. 

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Questa è la foto che ho scattato a Luglio 2012 prima di lasciare definitamente l’Inghilterra.